venerdì 31 luglio 2009

Chiuso per ferie



Ecco arrivate le tanto attese vacanze. Mi assento per un po', al ritorno nuovi vini da descrivere, provare e degustare.

Nella valigia, tra gli altri, questo delizioso libro di cui vi darò conto al mio ritorno.

A presto dunque!

martedì 28 luglio 2009

La Segreta Bianco 2008, Planeta

Vicende alterne per questo vino base di Planeta al quale sono legato da un rapporto "speciale": è stata uno delle prime bottiglie aperte quando ho deciso di avvinarmi al mondo dell'enologia. Non escludo che sia stato, tra gli altri, proprio questo vino a trascinarmi in questa passione a causa dei suoi fortissimi profumi e del prezzo molto basso (circa 6 euro).
Per alcuni anni poi ho smesso di provarlo perché due annate in particolare, il 2006 e il 2007, mi avevano particolarmente deluso.
L'impressione era che vi fosse stato un abbassamento nello standard qualitativo.
Qualche giorno fa ho deciso di dare a La Segreta un'altra possibilità con il giovanissimo 2008; non male devo dire. Certo, siamo lontani dalle vecchie annate ma in ogni caso ho ritrovato parte di quelle caratteristiche.

Al naso odore fortissimo di ananas e banana, livello da succo di frutta seguiti, anche se in maniera minore, in bocca. Buona struttura, lungo in bocca (con licenza parlando) e ottimo anche il livello di acidità.
Nel finale si sente un tono aromatico che sinceramente non dispiace.
Nel complesso insomma un prodotto che si caratterizza per un ottimo rapporto qualità\prezzo (a 6 euro in Italia poche cose sono migliori) e che si abbina a perfezione con piatti a base di pesce o come aperitivo.

lunedì 27 luglio 2009

Chardonnay Joseph 2008, Hofstatter

Agli antipodi dello chardonnay di Planeta e non soltanto per quello che riguarda le due zone di produzione, distanti centinaia di km l'una dall'altra (Trentino e Sicilia) ma anche e forse soprattutto quanto alle caratteristiche, in questo caso tipiche di un bianco del nord.
Colore giallo chiaro con riflessi verdognoli appena percepibili. Freschezza molto intensa dovuta anche alla vinificazione che viene fatta interamente in fusti di acciaio. Al naso si percepiscono sentori di mela ed albicocca anche se molto meno intensi rispetto al bianco di Planeta.

Personalmente mi ha colpito in modo positivo l'acidità che bilanciata ad un sapore piuttosto robusto riusciva a "tenere buono" un certo retrogusto di alcool in alcuni momenti eccessivo.

Siamo davanti ad un vino comunque giovanissimo, destinato ad invecchiare per almeno 2 anni nei quali senza dubbio potrebbe sviluppare in maniera più completa le sue caratteristiche.
Prezzo basso (8 euro circa) ed abbinamento scontato: pesce ed formaggi molto leggeri.
Lo consiglio insomma!
P.S.
Promemoria per la prossima volta: farne bere di più a chi ti sta vicino in modo da non alzarsi totalmente stordito da tavola.

sabato 25 luglio 2009

Chardonnay 2006, Planeta

Chardonnay 2006 Planeta, ovvero quando si iniziano a tirare giù i carichi pesanti.

Vino di grandissima personalità e meravigliosa qualità al quale sono molto legato. Scovato per caso in un supermercato ad un prezzo impensabile a Roma, si è dimostrato all'altezza della situazione.

Appena aperto, esplosione di odori: albicocca, mandorla e vaniglia; colore molto particolare: un giallo intenso, quasi scuro. In bocca pienamente confermate le aspettative del naso: sapore rotondo, pieno e molto lungo (con licenza parlando). A tratti, sia per il colore che per il sapore mi ha ricordato un vino della Loira. Piacevole anche un leggerissimo tono ossidativo che lo avvicina molto ad un vino francese. Acidità assolutamente armonica.

Bottiglia veramente da provare.

Abbinamento molto ampio: alcuni tipi di formaggi (erborinati per esempio) ed ovviamente pesce. Lo abbiamo provato con un deliziosa pasta alle vongole e nonostante acuni dubbi iniziali, ha onorato ampiamente il piatto.

sabato 18 luglio 2009

Spumante Mottura Brut 2004, Sergio Mottura


Ultimamente la moda dei vini spumanti sta prendendo piede in tutta Italia e metodi classici vengono, di fatto, prodotti in zone che storicamente non hanno mai avuto nulla in comune con prodotti di questo tipo.

Esperimenti insomma che alcune volte riescono altre purtroppo no. Questo spumante, dispiace dirlo, si è rivelato una grande delusione, doppia, considerando anche l'ottimo valore dei prodotti di Sergio Mottura.
Delle grandi caratteristiche e qualità che vengono descritte in molte recensioni rintracciabili su internet onestamente non si è trovata traccia.
Odori quasi impercettibili, sapore secco ma troppo amarognolo accompagnato da un leggerissimo sentore farinaceo per questo spumante che i francesi definirebbero blanc de blanc proprio perché prodotto unicamente con uve chardonnay, al 100%.
La cosa singolare è che, pur essendo un millesimato, e dunque dotato teoricamente di una maggiore finezza, non si presenta con particolare complessità. Eccessive anche le bollicine.
Senza dubbio superiore lo spumante della Cantina Sant'Andrea.
Gli abbinamenti sono quelli classici: forse però adatto principalmente per l'aperitivo.

venerdì 17 luglio 2009

Greco di Tufo 2008, Mastroberardino

Personalmente ritengo che il Greco di Tufo sia un ottimo vino, piacevole ed ottimo soprattutto in questo periodo estivo; dal 2008 di Mastroberardino però, azienda storica della regione Campania, forse ci si aspettava qualcosa di più o meglio, sensazioni più decise.
Vino molto giovane e probabilmente in commercio da pochissimo, si presenta nei sapori e nei colori con le caratteristiche tipiche di questa uva: note di freschezza e sapore di pesche e pera con un accenno di mandorla; alla vista si notano riflessi verdognoli su un giallo paglierino tipico per questo genere di uva.
Dopo il primo assaggio arriva però qualche difetto: ho notato una certa debolezza, in altri termini mi sarei aspettato una struttura più consistente, più decisa. Inoltre a questa sensazione si accompagnava un'acidità in alcuni punti fastidiosa.
Di sicuro resta un vino piacevole e piuttosto longevo, da riaprire magari tra qualche anno quando il tempo avrà reso possibile una maturazione più completa ed organica.
Da dire anche che in senso positivo mi ha colpito una salinità molto delicata che rende il vino molto godibile.
Da provare con piatti di pesce (grigliate per esempio) ma ottimo anche come aperitivo.

martedì 14 luglio 2009

Moscato di Noto 2004, Planeta

Da molti la Sicilia è considerata la California italiana tanto ricorda (per diversi motivi) quella zona dal punto di vista etilico. Purtroppo non l'ho mai verificato di persona ma spero di colmare la lacuna quanto prima.

Nella meravigliosa zona di Noto però Planeta produce questo vino dolce: moscato bianco 100% con una buona resa (50 q.li per ettaro).

Secondo gli esperti questo sarebbe uno dei migliori vini dolci siciliani: modestamente dissento. Quando l'ho provato, appena aperto, non mi ha entusiasmato nè al naso nè alla bocca. Intendiamoci, stiamo comunque parlando di un prodotto di qualità ma dal quale mi aspettavo qualcosa di più, molto di più in realtà.

Odori e sapori classici del moscato: albicocca, datteri e vaniglia ed un'acidità che sinceramente ho trovato poco piacevole. Struttura un po' debole e forse troppo levigata.

L'abbinamento? Un classico, la cassata ma anche una bella crostata di frutta.
Nonostante i difetti di cui sopra comunque resta sempre un buon esperimento.
P.S.
Notizia dell'ultimo momento: il mio etilomane di riferimento ha provato la Romanée-Conti Echezeaux 1990. Commento testuale: indescrivibile.

giovedì 9 luglio 2009

Moscato Rosa 2004, Franz Haas

Se dovessi pensare ad un vino creato appositamente per una coppia mi verrebbe immediatamente in mente il moscato rosa di Franz Haas. La bottiglia che lo contiene è da 0,375l, praticamente 2 bicchieri, non di più.

Uva autoctona ad una resa che definire bassa è un eufemismo (15 ettolitri per ettaro) si presenta con sapori e profumi molto particolari e piacevoli. Secondo alcuni (e lo pensano in tanti) il moscato rosa di Haas è uno dei migliori vini dolci prodotti nel nostro paese e devo dire che, almeno per la mia esperienza, sono in linea di massima d'accordo.

Sapore avvolgente, in bocca richiama in maniera netta i frutti di bosco e l'albicocca, mentre al naso, incredibile a dirsi, si sentono le bucce di arance. L'acidità è assolutamente bilanciata tanto da non risultare mai fastidiosa.

L'abbinamento ideale? Io lo vedo benissimo con una crostata di ricotta o al massimo con una ai frutti di bosco.

Dimenticavo: ha vinto praticamente tutti i premi che in Italia sono dedicati al vino.

martedì 7 luglio 2009

Faro 2000, Palari

Faro Palari ovvero la Borgogna in terra siciliana: questo splendido prodotto di Salvatore Geraci, architetto geniale "prestato" all'enologia, che si muove in questo mondo in maniera agile e sicura, è considerabile, secondo me, il miglior vino rosso che la Sicilia sia oggi in grado di regalarci.

Sensazioni veramente uniche per un vino composto da uve autoctone praticamente abbandonate ma che Salvatore Geraci ha fatto rinascere dal nulla (nerello, cappuccio, nocera , acitana, tignolino, galatena, calabrese). Affinamento in piccole barrique francesi che vengono sostituite (almeno così era fino a poco tempo fa) ogni 5 anni.

Sembra di bere un pinot nero e anche di grande livello: sapore delicatissimo, tannini praticamente inesistenti, colore rosso ciliegia molto simile ad un vino francese. Parafrasando Vaynerchuk, provate a mettere insieme del pepe e delle more mischiandole con tutti gli altri frutti di bosco: ecco, questa è la sensazione bevendo il Faro.

Ho avuto la fortuna di provare la verticale dal 2000 al 2005 anche se il 2000 è stato quello che mi ha colpito maggiormente: bevuto in una magnifica sera d'estate, davanti a un piatto di salumi, a Piazza Signorelli, a Cortona. Che altro aggiungere?
Il prezzo: 39 euro da Trimani.

Padre perdona loro...

Una società tedesca ha inventato il vino in polvere che con l'aggiunta di acqua crea una bevanda alcolica. Il solo pensiero che una nazione in grado di produrre in certe zone vino strepitoso sia riuscita a partorire una tale oscenità, mi sta causando forti crampi allo stomaco.


Cerco simpatiche cavie pronte a sperimentare l'articolo e poi a relazionare.

domenica 5 luglio 2009

Pinot nero 2007, Franz Haas

Alcune volte è bello restare sorpresi per una bottiglia, meravigliarsi circa un risultato che non ti aspettavi: è il caso di questo pinot nero di Haas che ci ha davvero impressionato favorevolmente. Stesso produttore dello Schweizer, stessa uva e praticamente stessa resa per ettaro.
Colore rosso rubino con riflessi ciliegia si presenta con i classici sapori ed odori del pinot nero. Personalmente mi ha colpito moltissimo il tannino davvero tenue, molto strano per un vino del genere, così giovane. Un vino morbido in altri termini, levigato. Prima di bere il primo bicchiere non avrei mai pensato possibile una cosa del genere.
(Se non si fosse capito il tannino molto forte è una delle cose che detesto maggiormente in un vino rosso).
Indubbiamente la caraffa nel quale il vino è rimasto per circa un'ora ha amplificato le sue caratteristiche organolettiche rendendolo meno aggressivo del solito. A tratti mi ha ricordato lo Schweizer ed è tutto dire.

Franz Haas si dimostra indiscutibilmente un grande produttore e chi ci ha regalato questa bella bottiglia, una persona di grande gusto e raffinatezza (oltre che un'attenta ascoltatrice).

sabato 4 luglio 2009

Bourgogne Cotes d'Auxerre 2004, Goisot

Siamo nella terra del pinot nero: per quanto molti dicano che questa uva può crescere benissimo anche in altre zone, comprese alcune dell'Italia, la Borgogna è il luogo naturale di questa meraviglia della natura e da questa meraviglia la signora Goisot riesce a tirare fuori il meglio.
La sua produzione è piuttoso bassa e viene immediatamente prenotata ogni anno ancora prima che finisca l'imbottigliamento. Standard qualitativi e produttivi onestamente impensabili in Italia; amore per la terra, per le uve, tanto sudore sulla fronte, schiena china sulle vigne e mani sporche di terreno. Se chiamate, la maggior parte delle volte vi risponderà lei stessa dal telefono portatile mentre continua a raccogliere personalmente e a mano, i grappoli. Una cura maniacale anche nella fase successiva. Inutile sottolineare che tutto è condotto con agricoltura biologica e seguendo, per la cura delle piante, le singoli fasi lunari.

Il pinot nero è solo una delle uve di cui si occupa questo produttore; c'è anche un meraviglioso chardonnay e, mi dicono, un sauvignon blanc di grandissima finezza.

Siamo in presenza di un prodotto incredibile: tutte le caratteristiche del pinot nero sono presenti. Vino non adatto alle persone frettolose, necessita di almeno due ore per iniziare a tirare fuori qualcosa (come tutte le belle donne si fa attendere) ma il gioco vale la candela: una spremuta di frutti di bosco e ciliegia, sia al naso che in bocca. Il 2004 a me è piaciuto molto anche se qualcuno apprezza molto di più il 2005. Tannini che vanno levigandosi subito dopo l'apertura della bottiglia e legno molto meno presente che in bottiglie analoghe. La parola chiave è delicatezza, sia in bocca che al naso. Un'alchimia che veramente del magico.

Nei primi anni riesce ad esprimersi al 10% e forse anche meno, delle sue possibilità. Siamo in presenza di un vino che deve invecchiare almeno 15 anni per esplodere veramente in tutta la sua potenza.

Tutto questo capolavoro a prezzi ridicoli: direttamente dal produttore il sauvignon, tanto per fare un esempio, costa 5 euro, a questo prezzo in Italia nemmeno il Tavernello.

Provatelo, provatelo e provatelo.

venerdì 3 luglio 2009

Paradisi artificiali (e nemmeno tanto)

Date uno sguardo all'ultima puntata di Gary Vaynerchuk e ditemi se questo posto è o non è il paradiso degli etilomani. Personalmente lo trovo fantastico.

giovedì 2 luglio 2009

La Fuga 2008, Donnafugata

Premessa: lo chardonnay siciliano presenta caratteristiche totalmente diverse da vini prodotti da medesime uve ma nel nord e questo per una serie di motivi prima di tutto basati sulla diversità di territorio e clima. Ad ogni modo proprio questa profonda diversità consente di notare ancora di più le eventuali differenze.
Donnafugata rappresenta un produttore storico della regione Sicilia e lo chardonnay provato in parte non ha tradito le aspettative. La Fuga 2008, vino giovanissimo e dunque ancora in attesa di sprigionare le sue migliori qualità, è appunto formato da chardonnay al 100% e la cosa si nota immediatamente, sia al naso che in bocca. Odori molto forti di ananas e banana, banana che si sente poi anche al gusto (con licenza parlando). Vino molto fresco e asciutto nel finale si caratterizza per un certo tono minerale che onestamente non dispiace.

Prezzo tutto sommato basso, circa 10 euro, per un prodotto che comunque consiglierei. Certo, siamo ben lontani da altri suoi "conterranei" come lo chardonnay di Planeta che a mio parere è nettamente superiore. Forse però non è con questo vino che andrebbe fatto il confronto.

Provato prima con delle panelle (abbinamento toppato) e poi con spaghetti ai ricci di mare (meglio) forse sarebbe ancora più godibile con il pesce spada.