lunedì 28 settembre 2009

Annate

Sapete cosa ha di bello il vino? Il fatto di assomigliare terribilmente all'essere umano. Dovete sapere che ogni uva ha il suo carattere, le sue particolarità e soprattutto risente dei diversi periodi che attraversa. Alcuni anni infatti si dimostrano positivi, altri invece sono privi di particolare significato.
Da un po' di tempo insieme alla squadra stiamo lavorando sulle diverse annate che ovviamente influenzano in modo diverso le varie tipologie di uve. Abbiamo così scoperto che il 2009 è stata un'annata meravigliosa in Francia, sia per i bianchi che per i rossi. Lo stesso non può dirsi degli anni precedenti per lo chardonnay. In questo senso il riscaldamento della terra non aiuta. Annate molto calde influenzano negativamente la crescita di questo varietale che necessita di freddo; il pinot nero invece pur essendo delicatissimo (una delle bucce più sottili in assoluto) ha tenuto bene il caldo e, eccetto il 2004, ha sempre dato ottimi risultati negli ultimi anni.
Attendiamo con ansia qualche risultato anche sull'Italia. Forse anche qui da noi il 2009 è stato memorabile come in Francia.
A breve ulteriori notizie, qui si sta sul pezzo (con licenza parlando ovviamente).

venerdì 25 settembre 2009

Muffato della Sala 2005, Antinori

Mi sono sempre chiesto per quale motivo la maggioranza delle persone fosse convinta che con i formaggi vada abbinato il vino rosso. Un'idea non totalmente priva di fondamento ma che sconta tante eccezioni quanti sono i tipi di formaggio in circolazione. Il grande Veronelli per esempio metteva in luce come l'abbinamento formaggi\vini fosse probabilmente il più complicato.

Niente di più vero: dopo qualche anno di degustazioni io ho ancora idee molto confuse.

Una delle poche certezze però è che con formaggi a pasta molle e molto saporiti (tipo alcuni francesi) siano perfetti vini dolci e privi di acidità.

Il Muffato della Sala per esempio, prodotto dai Marchesi Antinori nelle loro terre in Umbria; lo dico subito: vino davvero buono, capace di esprimere sensazioni molto particolari.

Prodotto con uve botritizzate (caratterizzate cioè della Botrytis Cinerea o "muffa nobile" che riducendo il contenuto di acqua dell'uva e concentrandone zuccheri e aromi, conferisce a questo vino un gusto armonico e inconfondibile) e composto da Sauvignon Blanc (60%), Grechetto (40%), Traminer e Riesling si caratterizza per un colore giallo dorato e una consistenza viscosa. Odori e sapori di miele e crema, con un finale fortissimo di pesche.

Il suo pregio migliore? Tiene alla grande l'invecchiamento. Veramente un ottimo prodotto.

Prezzo? 30 euro circa.

martedì 22 settembre 2009

Rotondo 2005, Paternoster

Roscioli ha senza dubbio la migliore carta dei vini di Roma e sicuramente una delle cucine più interessanti, capace di coniugare insieme tradizione (i tipici piatti romani come la cacio e pepe) con un tocco di dinamismo e modernità. La sua cucina è famosa anche negli Stati Uniti, il New York Times gli ha dedicato diverse pagine entusiastiche (ha definito la sua carbonara come la migliore in assoluto).

Pescando tra la lista dei vini abbiamo provato questa bottiglia, prodotta da una delle più famose cantine del Vulture. Aglianico 100% (una delle poche uve centenarie ancora presenti in Europa, capace di resistere alla terribile epidemia di filossera che ha colpito il Vecchio Continente nel secolo scorso) per questo vino tipicamente meridionale e da molti difenito il Barolo del Sud. Vino di struttura, vino di potenza dal quale però mi aspettavo molto di più. Troppo forte l'alcol che copriva quasi totalmente il frutto, fastidioso il tannino e soprattutto eccessivo l'uso del legno.
In lontananza un flebile sentore di liquirizia unito al sapore di frutti di bosco. Nel complesso corto.

Stiamo comunque parlando di un vino da invecchiamento e dunque potenzialmente migliorabile considerata la giovane età (anche se non tutti erano d'accordo con questa mia idea durante la degustazione).

Parafrasando alcune professoresse, il ragazzo è bravo ma potrebbe fare molto di più.
Prezzo: 25\30 euro.

venerdì 18 settembre 2009

Segnalazioni

Per chi vuole, per chi può, per chi è vicino, per chi ama fare gite fuori porta in una zona deliziosa (peraltro da quelle parti, a Bevagna, c'è un ristorante meraviglioso che ha in carta il Côtes du Rhône 1998 di Guigal a 15 euro, non dico altro).

Non perdete questo evento. Merita davvero.

domenica 13 settembre 2009

Cuvée Imperiale Max Rosé, Berlucchi

Può capitare in qualsiasi momento di festeggiare una bellissima notizia e allora niente è più consono che delle meravigliose bollicine.

La scelta è praticamente sconfinata e, lo dico subito, i francesi in questo campo sono insuperabili anche se gli italiani fanno comunque la loro bella figura.

Questo Berlucchi per esempio, dalle caratteristiche estremamente interessanti; solitamente (sarà senza dubbio un mio limite) detesto i vini rosé ma faccio un'eccezione (l'unica) per le bollicine. In tal caso infatti apprezzo questo genere di vinificazione.

50% chardonnay e 50% pinot nero per un perlage molto delicato ma allo stesso tempo persistente. In sostanza le bollicine non "grattano" eccessivamente la lingua. Odori e sapori ben strutturati, con punte di frutti di bosco ed un'acidità alla lunga un po' fastidiosa ma comunque mai pesante.
Ottimo per l'aperitivo (soprattutto salumi e fritti) ma a mio avviso perfetto con il salmone: il rosé (spumante o champagne) è probabilmente l'unico vino abbinabile a questo pesce (e non solo per motivi cromatici!) davanti al quale persino il grande Veronelli si è arreso.

giovedì 10 settembre 2009

Quadratur 2002, Coume del Mas

Giorni fa vi avevo accennato qualcosa circa questo bellissimo vino in grado, per qualità e valore di gareggiare con pari dignità, con i grandi Châteauneuf-du-Pape che peraltro costano molto di più.
Il produttore in questione si trova vicinissimo alla zona di Châteauneuf in una parte del sud della Francia esteticamente deliziosa sia per il clima che per il paesaggio. Proprio qui trova la sua base un vino difficile da dimenticare una volta provato.

A distanza di alcuni anni (ho avuto occasione di provarlo due volte, la prima a Bruxelles) ricordo ancora distintamente i sapori e gli odori che sprigionava.

50% Grenache, 30% Mourvedre and 20% Carignan (tutte uve tipiche di questa regione) per un vino bevuto la prima volta dopo averlo messo in caraffa praticamente tutto il pomeriggio e, credetemi, in grado di emanare un sentore delicatissimo ma persistente di cioccolato, unito ad una vera e propria esplosione di frutti di bosco e ciliegia.

In bocca tannini piacevolissimi e un sapore delicatissimo di more.
Prezzo ridicolo per la qualità: circa 23 euro. Punteggi molto alti da tutte le maggiori riviste internazionali e mi dicono che i vini superiori dello stesso produttore siano anche meglio.
Sempre il solito discorso insomma: la Francia si dimostra capace di creare vini eccezionali per rapporto qualità\prezzo.

lunedì 7 settembre 2009

Greco di Tufo Giallo D'Arles 2005, Quintodecimo

Nel profondo nord esiste un altro importante personaggio che fornisce sempre ottimi contributi in termini di degustazioni. Lo chiameremo per comodità l'orsetto dal cuore di polenta.

Proprio tempo fa mi ha consigliato questo Greco di Tufo, definendolo senza dubbio il migliore in circolazione. Ieri sera abbiamo seguito il suo consiglio e all'enoteca Cul de Sac (locale a Piazza Pasquino con un'imponente carta dei vini) abbiamo provato questa bottiglia.

Non ci ha delusi, anzi ci ha profondamente sorpresi. Colore giallo intenso (il nome è un omaggio al colore preferito da Van Gogh durante la sua permanenza ad Arles) a tratti quasi ocra, appena aperto esplosione di odori, dalla mandorla alla vaniglia passando per l'albicocca.

Sensazioni positive ampiamente confermate in bocca: fresco, ottima acidità e gusto che ricalca gli odori. Bonus per la persistenza: a differenza di altri Greco prodotti da aziende campane questo ha un sapore che dura molto in bocca.

Bellissima anche l'estetica della bottiglia: nella forma sembra quasi un supertuscan.

Un unico appunto: prezzo eccessivo. 40 euro per un Greco di Tufo sono davvero troppi.

sabato 5 settembre 2009

I nostri sul campo (2)

Dal Belgio arrivano notizie molto importanti, prodotto di degustazioni critiche costruttive.

Per cominciare abbiamo scoperto che il 2004 per il Brunello non è stata una grande annata, tanto che diversi giornali inglesi del settore hanno sconsigliato di provarli. Molto buono invece sembra essere il Montevertine Pergole Torte 2004 che però a dirla tutta inizia ad avere un prezzo piuttosto alto al quale è possibile trovare sicuramente qualcosa di meglio.

La cosa più sorprendente invece è il giudizio che è stato dato sullo Châteauneuf-du-Pape in genere. Pieni di legno e molto, troppo, alcolici. Il loro prezzo peraltro inzia ad essere davvero considerevole e questo da quando Robert Parker ha iniziato a dare punteggi molto alti ai singoli produttori. Ormai è chiaro che tutti questi vini sono fortemente influenzati nel gusto dal palato americano che richiede generalmente un vino, come già detto anche in questa sede, decisamente rotondo, vanigliato e con un fortissimo residuo di zucchero. Allo stesso modo è evidente l'influenza dei giudizi di Parker sul prezzo di questi vini.

Da questa degustazione invece è uscito rafforzato il giudizio positivo sul Coume del Mas, un vino straordinario prodotto in una zona poco distante da quella dello Châteauneuf-du-Pape ad un terzo del prezzo e di qualità uguale se non superiore. Noi abbiamo provato il 2002, a breve la recensione.

mercoledì 2 settembre 2009

I nostri sul campo

Giorni di grande lavoro per la nostra squadra.
Vi comunico che Big Jim è nella Loria in visita a diversi produttori. Abbiamo ricevuto già alcune notizie, come quella relativa allo spumante di Huet di cui abbiamo parlato qualche mese fa. Pare che il 1998 sia incredibilmente buono e soprattutto ad un prezzo ridicolo (14 euro circa). Nei prossimi giorni ulteriori ragguagli.
L'uomo dalla giacca bicolore invece si trova nella zona di Barolo. Non sono ancora pervenute informazioni ma siamo comunque molto fiduciosi.
Come vedete, qui non si pettinano le bambole. A breve ulteriori comunicazioni.