martedì 27 ottobre 2009

Gary




Gustatevi questo episodio sublime di WineLibrary TV, un collage dei momenti migliori in queste quasi 800 puntate. In questi giorni Gary Vaynerchuk era a Londra: con la mia solita fortuna io non ero lì per la visita periodica oltremanica alla mia metà etilica. Ci saranno però altre occasioni.

"You, with a little bit of me, we're changing the wine world, whether they like it or not."

domenica 25 ottobre 2009

Barbera d'Alba Vignotà 2006, Conterno Fantino

L'Osteria del Velodromo vecchio è un ristorante che non troverete mai per caso; troppo nascosto, troppo fuori mano per poterlo individuare agilmente. In altri termini potrete arrivarci solo tramite segnalazione di chi già lo conosce; non è nemmeno così facile trovare posto la sera: i coperti sono pochi e la richiesta altissima. Coloro i quali hanno la fortuna di trovare un tavolo libero però senza dubbio non resteranno delusi. Cucina romana tipica ma di ottima qualità e, cosa che non guasta mai, una carta dei vini curata e fornita, con ricarichi molto onesti.

Con un ottimo brasato abbiamo bevuto il Vignotà di Conterno Fantino, prodotto base di questo storico produttore piemontese. Tipico vino piemontese, gusto delicatissimo, tannini rotondi (nonostante la giovane età) e un odore (a mio giudizio) bellissimo di prugna. Il Barbera è proprio così: fine, leggero ed allo stesso tempo da meditazione.

La mia idea è che il vino piemontese batte 6-0, 6-0 i (presunti) grandi toscani. Siamo su ben altri livelli di complessità: questi prodotti esprimono il territorio dal quale provengono, senza mai risultare banalizzati o tutti simili tra loro.

giovedì 22 ottobre 2009

Vertice etilico

Tra indecise convenienze, vincoli plurilaterali e qualche scrupolo, siamo ancora in corsa e sulla breccia. Il Prof. Big Jim in questi giorni è a Roma per un ciclo di lezioni all'università e allora quale migliore occasione per una cena etilica?

Abbiamo provato due prodotti niente male. All'inizio del pasto un Chianti Classico, Badia Coltibuono 2006 per la precisione. Vino biologico molto rotondo e delicato, anche troppo per un toscano. All'inizio forse chiuso ma trascorse un paio di ore si è aperto rivelando aromi e sapori piuttosto complessi per un vino base. Il fatto che fosse un prodotto biologico si sentiva nitidamente; veramente notevole l'espressività del territorio e la potenza delle uve. Costo: 13 euro. Rapporto qualità\prezzo veramente conveniente.

Il secondo vino invece era francese, un Cotes du Rhone 2007, Chapoutier Belleruche. Grandissima annata ed infatti ottima qualità. Sapori, colori ed odori totalmente differenti dal Chianti. Sembrava una spremuta di frutti di bosco e prugne. Mai stucchevole però. Anche questo a prezzi contenutissimi: 11 euro circa. Consigliato soprattutto per chi vuole fare bella figura con una ragazza, piacerà senza dubbio.

Alla fine della serata, quando il tasso alcolico era decisamente più alto non sono mancate perle di saggezza da parte di Big Jim. La più bella? Quando ha alzato il calice e ha sentenziato con solennità riferendosi al Cote du Rhone: "superbo panorama di gusti, la regola è sempre la stessa: dei grandi produttori bisogna comprare solo i vini base, dei piccoli quelli top."

giovedì 15 ottobre 2009

Brunello di Montalcino

Tra la squadra etilica (con in testa Big Jim) è sorta una vera e propria disputa sull'annata 2004 del Brunello di Montalcino. Decanter (rivista molto prestigiosa sulla quale scrivono i migliori esperti del settore) ha espresso giudizi piuttosto negativi: su circa 150 vini degustati solo una decina hanno ottenuto punteggi degni di essere segnalati. Per il resto votazioni molto basse. La cosa non è di poco conto considerati pure i prezzi decisamente alti delle singole bottiglie.

Di parere totalmente differente il grande Vaynerchuk che in una recente puntata del suo show ha invece si è espresso in lodi sperticate per alcuni Brunello 2004 (uno su tutti quello di Frescobaldi).

A chi dare retta? La risposta è ardua. Sarebbe necessaria l'immediata convocazione della squadra etilomani che, solo lei e lei sola, in seduta straordinaria potrebbe esprimere un giudizio consolidato.
Già immagino Cocco di Mamma annusare il bicchiere, degustare il vino ed esprimere un giudizio netto e preciso con il suo tono calmo ma allo stesso modo deciso e senza ripensamenti.

Noi non disperiamo: in qualsiasi parte del mondo la squadra etilica è sempre a disposizione di chi ne ha bisogno.

martedì 13 ottobre 2009

Londra, il giorno dopo

Quattro giorni di Londra che dal punto di vista etilico hanno riservato non poche sorprese. Non potendo bere causa un raffreddore che ha totalmente bloccato le capacità olfattive della mia "neo londinese" storica compagna di bevute (oltre che di vita ovviamente), ho potuto comunque dare uno sguardo di insieme ai prezzi ed alle disponibiltà. Sul secondo fronte nessuna particolare sopresa: una quantità incredibile di enoteche estremamente fornite. La vera sopresa è arrivata invece sul primo aspetto: prezzi assolutamente competitivi ed in molti casi più convenienti di Roma. Forse per la crisi o forse per la sterlina non più così forte; resta comunque il fatto che comprare vino a Londra sta diventando quasi vantaggioso.

Un esempio su tutti: Meursault-Blagny 2007 di Latour a 19 sterline.

Policy conclusion: bisogna andare a vivere a Londra.

giovedì 8 ottobre 2009

Gewürztraminer Kastelaz 2008, Elena Walch

Mi sta bene, perché sono recidivo e come si sa nel nostro ordinamento giuridico ormai la recidiva è punita in maniera molto pesante. Ancora una volta ci sono cascato con tutte le scarpe. Ho provato un Gewürztraminer italiano. Elena Walch questa volta. Un vino di livello peraltro, Tre Bicchieri Gambero Rosso. Eppure solito discorso: al naso odori fortissimi di pesca con toni molto aromatici, in bocca invece sapore diluito e piuttosto debole. Acidità quasi assente e poco bilanciata. Il sospetto di resa alta è molto forte.

Bottiglia giovane, per carità ma comunque nel complesso non entusiasmante. Il fatto che l'affinamento sia in serbatoi d'acciaio inox è facilmente comprensibile dal tono del vino, molto fresco e secco.

Perfetto, a mio avviso, con formaggi erborinati e certi molluschi.

Prezzo medio\alto, circa 27 euro.

martedì 6 ottobre 2009

Vino e musica

Mi sono sempre chiesto quale valore si possa dare al vino oltre quello specifico e diretto legato alla gastronomia "latu sensu" (come dicono quelli bravi). Per esempio, vi siete mai chiesti se ci può essere qualche specifico rapporto tra vino e musica? Avete mai pensato a quale musica abbinare alle diverse bottiglie che bevete?

A me è capitato. Per esempio, legato allo champagne, vino mosso, spumeggiante, dinamico, mi immagino sotto qualcosa di veloce, brioso, dinamico, divertente, Pianofortissimo per esempio.

Sul vino bianco le cose si complicano, dipende ovviamente dal tipo: in via assolutamente esemplificativa con un vino bianco da invecchiamento, Puligny-Montrachet ad esempio, mi immagino un jazz tranquillo ma allo stesso tempo dinamico, con dei picchi e delle accelerazioni improvvise, direi Take Five (un brano a cui sono particolarmente legato visto che ho imparato a suonarlo nei miei primi anni di sax).
Con un bianco giovane invece, di pronta beva qualcosa di assolutamente leggero: Bennato mi pare perfetto, considerato anche il tema della canzone.

Sui rossi entriamo in un campo minato: pur non amandola particolarmente, non riesco a scindere l'idea di un grande Pinot Nero di Borgogna dalla musica classica; un brano che parte calmo proprio come questa uva ma che sale piano fino ad esplodere in un tripudio di sensazioni e sapori per poi calmarsi nuovamente. Le mie scarse conoscenze non mi consentono di spaziare molto; la prima cosa che sembra rispondere a queste sensazione è la Cavalcata delle Valchirie (bevete un grande Pinot Nero e ditemi se non è così).

L'elenco potrebbe continuare all'infinito. Forse tutto ciò è solo una mia elucubrazione o forse no. Certo vino e musica per me rappresentano un binomio magico.

Voi cosa ne pensate? Quali sono i vostri abbinamenti vino\musica?

domenica 4 ottobre 2009

Nero d'Avola 2007, Cusumano

Abbiamo provato questo vino dopo averne scelti altri 3 che in realtà non erano disponibili. Si perché da Gusto, locale molto conosciuto a Roma, capita molto spesso che le bottiglie in carta non siano poi presenti in cantina. Situazione piuttosto spiacevole devo dire.

Ma tant'è.

Ecco allora questo Nero d'Avola (pronuncia alla Vaynerchuk, "Nero diavola") siciliano. Nel complesso nulla di trascendentale ma mi ha comunque stupito. In altri termini mi aspettavo un prodotto molto alcolico, particolarmente tannico ed estremamente pesante al palato.

Qualcosa del genere c'era ma in misura molto più bassa del previsto. Vampata di alcol solo all'inizio, poi attenuata in modo da non coprire totalmente il frutto. Tannini presenti ma meno fastidiosi di altre volte. Il fatto che sia un'uva tipicamente siciliana si sente senza alcun dubbio. Il caldo di questa regione infatti si riflette pienamente sugli odori e sui sapori.

Per il resto sindrome classica del palloncino sgonfiato: vampata iniziale fortissima di more e prugne che però svanisce nel giro di pochi minuti.

venerdì 2 ottobre 2009

Podcast

Il meraviglioso mondo dei podcast che personalmente ho scoperto da circa due anni, propone anche (ed ovviamente) una serie interminabile di trasmissioni sul vino. In tutte le lingue. Bisogna dire che il web è pieno di programmi di bassissimo livello; a saper cercare però qualcosa di buono si trova sempre.
Questo podcast per esempio. Il suo autore si dimostra competente e preparato, non solo sulle varie tipologie di vino e sulle diverse annate ma anche (ed è questa la cosa forse più importante) relativamente al territorio e alle modalità di produzione.
L'unico difetto è la pronuncia dell'inglese: essendo il tizio neozelandese all'inizio risulta un po' difficoltosa. Solo all'inizio però.
Bellissima l'ultima puntata sul Barolo. Consigliato.