mercoledì 30 dicembre 2009

Brunello di Montalcino 1999, Casanuova delle Cerbaie

Da parecchio tempo avevo intenzione di provare questo vino anche perché era stato oggetto di analisi da parte di Gary Vaynerchuk.

Stasera mi sembrava il momento giusto: era alla mescita nel locale "I colori del Vino" mitica enoteca romana che anche il polentone vicentino ha apprezzato (anche per altri motivi o "repertori" non legati al vino, a dirla tutta).

Il simpaticissimo proprietario ha aperto la bottiglia praticamente davanti a me. Appena versato nel bicchiere grande delusione: sapore piatto e odore quasi nullo. Un vino a prima vista anonimo, bevibile solo perchè privo di quella vampata di alcol tipica del Brunello giovane. Il sapore sembrava tradire la sua fama.

Successivamente quella che sembrava una bottiglia deludente si è dimostrata invece un prodotto interessante: dopo circa 10 minuti infatti il vino si è completamente aperto con un'esplosione di pepe nero, sugo di carne e frutti di bosco. Un sapore potente poi accompagnava un odore di cui all'inizio era impossibile trovare traccia.

Nel complesso insomma un vino non divino ma senza dubbio di qualità.
Qualche ora di decanter e qualche anno probabilmente avrebbero reso il tutto ancora più interessante.

Meraviglioso con una bella fiorentina ma ottimo anche da meditazione.

P.S.
Domani (oggi in realtà) vado a Londra un paio di giorni. Spero di tornare con qualche nuova degustazione. Intanto auguri di buon anno e che il 2010 sia pieno di cose belle e magari di qualche grande bottiglia.

lunedì 28 dicembre 2009

Ho toppato

Degustazione totalmente toppata questa sera: Fiano d'Avellino privo di qualsiasi odore e sapore se non un sentore di Cif liquido e prosecco che sembrava Efferalgan.

Diciamo che poteva andare meglio.

Anche queste comunque sono esperienze che servono: la prima per confermare che certi varietali vanno in linea di massima lasciati perdere, la seconda per rispondere al simpaticissimo Ministro Zaia che in una recente puntata del Gastronauta di Davide Paolini, esortando a bere solo italiano, ha definito le nostre bollicine come nettamente superiori a quelle francesi. -"In Francia ci sono solo due o tre produttori, tutto il resto è noia"- tralasciando la gravità di un'affermazione del genere proveniente da un Ministro di un paese facente parte del mercato unico, viene da chiedersi su quali basi possa essere detta una panzana del genere.

Per punizione gli farei bere il prosecco di stasera.

Chardonnay 2007, Planeta

Vino di ricordi, vino di passione. Lo Chardonnay di Planeta non tradisce mai, non c'è niente da fare.
Ho praticamente provato quasi tutte le annate dal 1998 al 2007 e lo standard qualitativo si dimostra sempre di altissimo livello.

Una bottiglia inconfondibile, per il colore e per le caratteristiche che riesce ad esprimere: appena aperta, esplosione di pesche e mandorle unita ad un sentore molto deciso di vaniglia. In bocca acidità che parte fortissima ma che poi si attenua bilanciandosi in maniera ottimale con un tono di liquirizia assolutamente piacevole.

L'elemento che ogni volta mi colpisce come fosse la prima è il colore; un giallo intensissimo, quasi ramato che evidentemente trae la sua orgine probabilmente dal clima caldo nel quale crescono e maturano le uve.

Nel finale bellissima mineralità che dura molto in bocca.

Vino bellissimo.

giovedì 24 dicembre 2009

Auguri



"Panettone is on the table and everybody's drinking Moscato"

Bevete poco ma, vi prego, bevete bene.

Auguri a tutti.

mercoledì 23 dicembre 2009

Anthos Passito, Matteo Correggia

Il vino in questione, gentilmente donato dal polentone vicentino, è stato provato ieri sera in abbinamento ad un dolce niente male di Salvatore De Riso.

Il padano non si sbaglia mai, bisogna ammetterlo. Dopo i primi cinque minuti di doppi sensi (nemmeno tanto velati) su cognomi e flatulenze varie, abbiamo gustato un prodotto di tutto rispetto.

Acidità inesistente, alcol delicatissimo e sapore fortissimo di prugna e frutti di bosco. Assolutamente leggero ma allo stesso tempo di sostanza.

L'aspetto più interessante? Resta in bocca tantissimo e lascia un sapore di amarena veramente notevole. Migliore di tanti vini dolci molto più conosciuti.

Carletto (in attesa del Sassicaia '85 che hai promesso) abbiamo apprezzato.

Degustazioni natalizie

Questa sera ho provato due bottiglie molto interessanti (Champagne Deutz Rosé Brut e Anthos di Matteo Correggia); è tardi e non ho materialmente la forza di parlarne.

Prometto di farlo domani, che poi è oggi vista l'ora.

venerdì 18 dicembre 2009

Marzieno 1998, Fattoria Zerbina

Tempo di ripensamenti questa sera; mai avuto particolare considerazione per il sangiovese, mai considerato un vitigno di livello. Oggi ho avuto la conferma che spesso è giusto non solo cambiare idea ma è molto bello restare addirittura piacevolmente sorpresi.

Sangiovese in prevalenza, con una punta di cabernet sauvignon, merlot e syrah per questo vino davvero sorprendente nella potenza e nei sapori. Prodotto invecchiato il tempo giusto per essere aperto e gustato. Tannini all'inizio un po' eccessivi ma che vanno sfumando nel bicchiere. In principio alcol al naso che ben presto lascia spazio ai classici odori di queste uve: frutti di bosco, ribes e prugne. Lunghissimo in bocca con un sapore che resta sulla lingua in maniera molto decisa.

Probabilmente un vino del genere deve necessariamente invecchiare (un 2007, ad esempio, tirerebbe fuori troppo alcol e legno per essere apprezzato) ma allo stesso tempo siamo davanti ad una bottiglia che riesce a dare ottime soddisfazioni se si ha la pazienza di aspettare.

Per il 1998 un paio d'ore di caraffa sarebbero state la ciliegina sulla torta.

La morte sua? Con l'arrosto o una bella fiorentina.

giovedì 17 dicembre 2009

Polpo

La rubrica "Food&Drink" del Financial Times molto raramente sbaglia e non potrebbe essere diversamente considerando che gli autori sono tra i migliori columnist inglese ed americani.

A parlare dei vini per esempio ci pensa Jancis Robinson mentre sui ristoranti si esprimono diversi altri soggetti. Tempo fa avevo letto una recensione su un locale italiano aperto da poco a Londra, Polpo.

Lo abbiamo provato e ci è piaciuto tantissimo. Prodotti italiani, cucina italiana, alta qualità. La filosofia gastronomica è quella dei cicchetti veneziani, piccoli (nemmeno tanto) assaggi di prodotti di ogni tipo, dalla carne al pesce. Abbiamo tentato di spaziare nella scelta provando della meravigliose polpette al sugo, un'ottima frittura di pesce accompagnata da un'insalata di polipo e capperi davvero gustosa. Buonissime anche le patate al forno. In conclusione una torta mandorle, arancia e mascarpone gustosa ma nello stesso tempo leggera. Tutti piatti molto semplici ma assolutamente deliziosi nel loro genere.

Unica pecca, la carta dei vini, povera e con dei ricarichi davvero privi di logica. Il problema è comunque facilmente risolvibile con una bella birra.

Se passate da Soho, non perdete questa occasione.

domenica 13 dicembre 2009

Consigli natalizi

Per le feste di Natale è nata in voi la solita, terribile ansia da regalo? Cazzi vostri!

No, scherzi a parte, se non avete ancora idee vi consiglio di regalare un bel libro. Ad un costo contenuto avete l'occasione di fare una bella figura.

Personalmente vi consiglio questo meraviglioso saggio sulla Borgogna: un libro da bere tutto d'un fiato. Ricco, affascinante, pieno di dati e informazioni.

Tutto quello che vorreste sapere sulla Borgogna è scritta lì dentro. Vini, uve, produttori e persino caratteristiche del territorio e del clima.

A me ha cambiato il modo di vedere questa meravigliosa zona della Francia (dove spero di andare presto), una porzione di terra grande come un fazzoletto ma caratterizzata da una varietà di culture enologiche che la rendono unica al mondo.

Consigliato vivamente.

venerdì 11 dicembre 2009

Chiedi e ti sarà dato (con rispetto parlando)

La questione è la seguente: chiunque volesse, in qualsiasi modo, richiedere consigli su vini o situazioni legate al vino (ricordate sempre che il vino è maschio ma solo sul dizionario e chi vuole capire, capisca) può farlo scrivendo la richiesta nei commenti.

Il Dream Team al completo si metterà a vostra completa disposizione per rispondere nel più breve tempo possibile.

Fatevi vivi!

domenica 6 dicembre 2009

Classifiche

La fine dell'anno è sempre il momento giusto per fare classifiche. Wine Spectator ha da pochissimo fatto la sua, quella dei migliori 10 vini dell'anno per intenderci.

Nessuna sopresa particolare: la rivista si conferma portabandiera del gusto tipico americano. Vini pieni di legno e molto rotondi, oserei dire vanigliati. Non è un caso per esempio che tra le prime 10 posizioni ci siano un Brunello di Montalcino, un Barolo e il classico Châteauneuf-du-Pape.

Nessuna grande novità dunque, nemmeno dando uno sguardo alla lista completa dei 100 vini dell'anno. L'appuntamento con questa classifica sta diventando sempre più prevedibile.

Personalmente ormai guardo i video solo per sentire la pronuncia meravigliosa dei vini italiani ma soprattutto i gusti orribili di certi americani in fatto di vestiti.

Al peggio non c'è mai fine.

giovedì 3 dicembre 2009

Una bella sorpresa

Ieri sera con il meraviglioso Mont Blanc di Cristalli di Zucchero ho provato un moscato passito del Sud Africa del 1999. Non avevo nessuna aspettativa convinto che si trattasse di un prodotto di bassa qualità. Invece ne sono rimasto veramente colpito.

Sapore lunghissimo, alcol praticamente inesistente nonostante l'alta percentuale (ben 17%) e un gusto molto marcato di prugne e uva passa. Zucchero assolutamente bilanciato per un vino da meditazione che non infastidisce nemmeno dopo diversi bicchieri.

Per non parlare del perfetto abbinamento (per niente facile) con il Mont Blanc: un dessert così dolce rischia di annullare il vino che invece in questo caso ha tenuto alla grande.

Una bella sopresa.

martedì 1 dicembre 2009

Comunicazione di servizio

Non fregherà a nessuno ma stasera dopo aver bevuto uno spettacolare Pomerol del 96, buono come pochi altri vini provati in precedenza, tra un discorso sulla nascita del diritto tributario in Italia e un altro su Federico Zeri, non sono riuscito più a levarmi dalla testa Fall on me dei REM. Non credo vi sia una connessione o un motivo. Però è successo.

Per inciso il controcanto di Mike Mills è qualcosa di meraviglioso.