domenica 31 gennaio 2010

Vivo

Sono vivo, semplicemente ho poco tempo per degustare.

A marzo però arriva il polentone e allora ne vedremo delle belle!

martedì 26 gennaio 2010

Amarone della Valpolicella Classico 2005, Corte Lenguin

2005, un'ottima annata e questo Amarone lo conferma.

Ancora molto chiuso ma buoni sentori di ciliegia e delicati odori di frutti di bosco. Il colore è un rosso molto concentrato. I taninni vanno sfumando dopo l'apertura.

Nel finale bel sapore di prugna e amarena.

Nel complesso un prodotto che non dispiace. Qualche anno in più potrà sicuramente dare molta più struttura e complessità.

Corte Lenguin comunque si dimostra un produttore non solo capace ma anche attento alla qualità.

Particolare molto importante: la raccolta è fatta a mano, cosa spesso rara per l'Italia.

Ottimo con una bella carne rossa.

domenica 24 gennaio 2010

Adempimento

La notizia è di quelle esplosive: da queste parti potrebbe passare (ovviamente per essere degustato) un Sassicaia 1985, quello che da molti viene considerato il più grande vino di tutti i tempi, in senso assoluto.

Tutto dipenderà da chi aveva promesso tale bottiglia nell'eventualità in cui si fosse verificata una determinata condizione che ovviamente si è verificata.

Qui si attende smaniosi e sopratttutto non si accettano scuse di alcun genere.

venerdì 22 gennaio 2010

Certe notti

...e si può restare soli, certe notti qui.

La serata si è conclusa con un passito che sapeva di tappo. Tutto ciò mi pare emblematico della situazione. Meglio dormirci su.

lunedì 18 gennaio 2010

Let's give it a sniffy sniff

Beccatevi questi meravigliosi highlight direttamente da Wine Library Tv.

Non c'è niente da fare, è il fratello che ho sempre voluto e non ho mai avuto (o almeno, uno dei tanti).


venerdì 15 gennaio 2010

Syrah 2004, Planeta

La storia di questo vino è singolare: le prime annate assolutamente straordinarie poi una svolta verso una americanizzazione del prodotto. Sapore più rotondo, vanigliato, legnoso.

Il 2004 si trova, diciamo, in una via di mezzo tra queste due tendenze: da una parte ritroviamo gli odori classici del Syrah Planeta, dall'altra un vino ancora chiuso che deve attendere qualche anno per perdere quel legno e quei tannini a tratti fastidiosi.

Appena aperto esplosione di ciliegie e prugne, seguite in bocca da un sapore di frutti di bosco spezzato però da un alcol troppo marcato. In lontananza pepe nero.

Nel complesso un vino senza dubbio di ottima fattura che però ha perso negli anni quella sua peculiarità che lo rendeva unico nel suo genere; è come se il produttore avesse optato per quella standardizzazione del sapore che ormai caretterizza larga parte dell'enologia italiana.

In ogni caso un vino di valore che consiglio fortemente.

giovedì 14 gennaio 2010

Muller Thurgau 2008, Hofstatter

Vino semplice nel suo sapore, onesto nell'odore. Aromatico al principio delude poi in bocca.

Il classico prodotto dell'Alto Adige insomma, ancora una volta non riserva sorprese. Siamo lontani dai vini aromatici alsaziani capaci di regalare momenti di autentica libidine.

Lo schema è quello solito: al naso pesca e ananas, in bocca lontanissimo sentore di mandorla.
Buona scelta per un aperitivo a base di pesce, lo vedrei bene anche con formaggi a pasta dura.

Nel complesso vale quanto costa, più o meno.

Avrete capito che non ci ha entusiasmato.

lunedì 11 gennaio 2010

Enoizzazione della divinità

Secondo voi cosa si può provare nel bere un Hermitage La Chapelle 1964 battuto in un lotto d'asta da Christie's a circa 11.000 sterline?

Lo chiederò appena ne avrò l'occasione al Dream Team che lo ha provato pochi giorni fa.

Con loro io sono riuscito al massimo ad arrivare ad un Porto del 1927 e a La Landonne 1988 di Guigal. Vini che mi hanno cambiato la vita trasmettendomi l'amore per il vino.

Quando senti un Porto di quasi cento anni che in bocca sembra un'esplosione di cioccolato ti rendi conto che Dio esiste e, con tutto il rispetto, ha la sostanza di un acino. Sfido chiunque a resistere.

venerdì 8 gennaio 2010

Wine for dummies

Quando siete davanti ad un bicchiere di vino non sapete come comportarvi? Non sapete come affrontare un'eventuale degustazione?

Per evitare situazioni penose come quelle che spesso dobbiamo osservare in alcuni locali (personaggi di ogni sorta che con una mano impugnano il bicchiere con la stessa delicatezza con la quale prenderebbero una chiave inglese e con l'altra contemporaneamente fumano una sigaretta, per la serie "ma se devi fumà che cazzo bevi a fà?) eccovi un simpatico video che spiega in pochi punti i principali momenti di una degustazione.

Si, lo so come noterete da soli, fa molto "istruzioni della hostess al momento del decollo" (esistono 6 uscite di sicurezza su questo aereo, il giubotto salvagente si trova sotto la vostra poltrona, cose così) ma comunque riesce a fissare alcuni punti fondalmentali sui quali molti commettono errori.

Learn more, drink better.

mercoledì 6 gennaio 2010

2010: i vini da provare

Allora la storia è questa: il mitico forum di Degustateurs.com, punto di riferimento imprescindibile del nostro Dream Team, ha stilato un elenco di vini italiani degni di nota provati nel 2009.

Il mio obiettivo sarà quello di provarli nel 2010, molti sono già segnati sulla mia personalissima agenda etilica.

Iniziamo:

1) Alastro 2002, Planeta. Segnalazione moto singolare perché trattasi di un vino che non mi ha mai appassionato. Ad ogni modo il ricorso per Cassazione è un principio costituzionale. Merita un'altra prova.

2) Rossj Bass 1999, Gaja. Sarà difficile ma noi non disperiamo.

3) Granato 1999, Elisabetta Foradori. Definito dal forum "excellent"; non possiamo che fidarci. A mio modestissimo parere i rossi di questa bravissima produttrice trentina sono tra i migliori d'Italia. Il problema è il costo.

4) Amarone Della Valpolicella 1995, Bertani. Non credo ci sia altro da aggiungere.

5) Passopisciaro 2006. Ovvero l'anti Faro Palari sul piano del gusto.


Dunque questi i vini, ora resta da risolvere il problema principale: chi finanzia, per esclusivo amore della degustazione e della passione per il vino e non certo per egoistici e biechi personalismi va da sé, queste degustazioni?

martedì 5 gennaio 2010

2010

Vi siete mai chiesti quale sia l'influenza esercitata dalle guide dei vini sul consumatore medio?

Avete mai pensato, ad esempio, quale sia la forza di alcune riviste specializzate? I punteggi dati da Wine Spectator e da Robert Parker quanto influiscono sulle vendite?

Della cosa si sono occupati diversi studi recenti che hanno stabilito come nei fatti l'influenza delle guide specializzate sia molto più bassa di quanto si possa immaginare.
In via generale mensili come Wine Spectator o giudizi come quelli di Robert Parker contribuiscono ad far impennare i prezzi ed in un certo senso direzionano la clientela ma solo limitatamente al consumatore "medio", quello che tende a fidarsi di chi su quelle riviste scrive.

Wine Spectator per esempio, esattamente come Parker, ha una grande influenza nei paesi in via di sviluppo che da pochissimo hanno iniziato ad avere rapporti con il vino (Cina, India, Russia) e che ad oggi possono spendere discrete quantità di denaro. Minore peso hanno in America, per non parlare dell'Europa dove paradossalmente prendono piede di più le guide nazionali dei singoli paesi.

Il consumatore esperto invece solo marginalmente viene toccato da questo genere di discorsi e solitamente risulta essere molto abitudinario: ogni singolo anno si affida a produttori già conosciuti ed apprezzati.

Che 2010 sarà per le vendite del vino?
La crisi continuerà ad influenzare gli acquisti?

venerdì 1 gennaio 2010

Status symbol

Luogo: una famosa enoteca romana

Personaggi: il proprietario del locale, un uomo dal forte accento russo accompagnato da tre ragazze.

Uomo russo: Vorrei una bottiglia di Amarone Dal Forno 2000 (costo, 280 euro)

Proprietario: ok, provvedo subito.

(il proprietario prende la bottiglia e dopo averla aperta ne versa parte del contenuto nei bicchieri)

Passano 5 minuti e l'uomo russo chiama il proprietario.

Uomo russo: per favore potrei avere un limone?

Certamente - dice il proprietario - subito.

Porta il limone all'uomo che lo taglia in 4 spicchi e lo infila (è tutto vero, giuro) nel bicchiere di vino rosso.

Gli effetti li lascio facilmente intuire a voi.

Queste sono scene che capitano sempre più frequentemente, esattamente come sempre più di frequente capita che persone con soldi da buttare vadano a comprare e poi a bere immediatamente bottiglie giovanissime che non sanno assolutamente di nulla solo perché hanno nomi (presunti) blasonati. Il vino è diventato una sorta di status symbol.

A questi simpatici signori voglio dire: il vino è una cosa seria, dietro ogni bottiglia c'è il sudore e la fatica di chi ha raccolto le uve, di chi le ha lavorate, di chi le ha fatte diventare qualcosa di speciale.
Queste idiozie fatele con altro, Abramovich de Noantri.

E con questo fine del primo pippone del 2010 (con licenza parlando).