mercoledì 28 luglio 2010

Chardonnay 2008, Planeta

Mi sono fatto un'idea precisa su Planeta: produttore che in qualche modo ha fatto storia in Sicilia, precursore per certi aspetti ma che da qualche anno ha fatto una scelta che personalmente non ho mai condiviso: "l'americanizzazione" dei suoi vini. La Segreta, il primo vino che io riesca a ricordare nel corso del tempo ha perso smalto, calando progressivamente in termini di gusto.

I suoi vini migliori però non tradiscono mai. Lo Chardonnay è uno di questi.

Appena aperto totalmente chiuso (a causa forse anche della temperatura troppo bassa) si è progressivamente aperto rivelando caratteristiche molto interessanti: al naso fortissima liquirizia e vaniglia mentre in bocca mollica di pane (tipica di questo varietale) e nocciola. Ottima acidità e finale davvero lungo. Il legno si sente ma non è mai eccessivo.

Una bottiglia che lascia sempre il segno e che per me rappresenta anche qualcosa di più.

L'ho provato con la carbonara, abbinamento forse non proprio perfetto ma pasta davvero ottima (con l'esperienza si migliora).



Semplicemente eccezionale.

giovedì 22 luglio 2010

Gavi dei Gavi 2009 Etichetta Nera, La Scolca

Cosa hanno in comune una bottiglia di Vouvray di Huet (quella di cui abbiamo parlato) e una di Gavi dei Gavi Etichetta Nera di La Scolca?

Assolutamente una mazza, come direbbero a Roma, perché il primo è un grande vino, il secondo, dispiace dirlo, una delusione.

La cosa è però molto singolare dal momento che di questa bottiglia avevo un ottimo ricordo. Un bel bianco, fresco, con una buona acidità e buoni sentori.

Di tutto questo il 2009 non reca traccia. Pesca ed albicocca al naso ma veramente lontanissimi e in bocca materia che quasi risulta scomparsa. Corto e poco espressivo.

Dopo quasi un'ora nessun cambiamento, tutto resta uguale, piatto.

L'unico sapore in qualche modo riconoscibile è un senso di vaniglia che risulta comunque piuttosto banale.

I conti non tornano, deve essere riprovato. Necessariamente.

lunedì 19 luglio 2010

Vouvray Le Mont Sec 2006, Domaine Huet

In base al classico principio per cui l'assassino torna sempre sul luogo del delitto, avevo voglia e necessità di provare ancora il Vouvray di questo vero e proprio artista dell'enologia francese. Mi riferisco ovviamente al Domaine Huet.

Vino bianco della Loira, caratterizzato da una finezza incredibile.

Questi francesi hanno proprio una marcia in più.

Premessa: un vino del genere necessita di essere aperto almeno 12 ore prima ma non sempre si può avere tutto nella vita. Appena aperto totalmente chiuso ma grandissima materia e finezza.
Acidità molto forte che inevitabilmente lo connota come un grandissimo vino da invecchiamento, uno dei migliori sotto questo punto di vista.
Gesso al naso, insieme a timo e rosmarino. Segue un finale molto lungo di vaniglia.

In bocca grandissima eleganza ed armonia, i sapori sono bilanciati tra loro sapientemente. Bere un vino così è come ascoltare una grande orchestra: i sentori si rincorrono tra loro e si richiamano in maniera magistrale, quasi fossero degli archi.

Poetico.

venerdì 16 luglio 2010

The Billionaire's Vinegar

Ci sono due diversi modi di scaricare la tensione quando si è particolarmente nervosi, almeno per quello che mi riguarda.

Il primo è leggere un ottimo libro come "The Billionaire's Vinegar", scritto da Benjamin Wallace famoso autore e registra enogastronomico.

La storia è davvero appassionante, con contorni gialli: una bottiglia di Chateau Lafite del 1787 appartenuta, pare, a Thomas Jefferson e battuta all'asta da Christie's per 156.000 dollari, la cifra più alta mai spesa per un vino, nasconde in realtà qualche lato oscuro. Il venditore non intende rivelare la provenienza esatta del lotto, nè come sia giunto in suo possesso. I dubbi circa l'autenticità del prodotto iniziano pesantemente ad affiorare.

Un libro scritto in maniera divertente, scherzosa ma anche molto preciso nelle ricostruzioni storiche.

Straconsigliato da tutti i migliori blog sul vino in circolazione.

Dimenticavo: il secondo modo per scaricare la tensione è fare come Nanni Moretti. Il metodo ha secondo me una sua dignità letteraria.

giovedì 8 luglio 2010

Falanghina 2008, Di Majo Norante

Sono arrivato al produttore in questione attraverso una segnalazione di Gary Vaynerchuk il quale sostiene da tempo che la Falanghina sia una delle più sottostimate uve in Italia. La gente preferisce il Pinot Grigio piuttosto che alcuni Sauvignon italiani ignorando colpevolmente questo varietale molto interessante.

Incuriosito ho provato questo produttore: non male devo dire. Nulla di indimenticabile sia chiaro ma senza dubbio migliore della media delle Falanghina che si trovano solitamente sul mercato.

Buona acidità e materia decente. Al naso una vera e propria esplosione di banana e pesca. Bel colore e mineralità piacevole. Vino tipicamente estivo, da aperitivo.
Dopo averlo bevuto sulla lingua resta, come direbbero quelli bravi, un interessante subsolo di noci tostate.

Prezzo basso (12 euro circa). Lo consiglio ma non aspettatevi il vino della vita (che comunque non esiste per tutta una serie di riflessioni che ho maturato negli ultimi tempi prima di tutte l'ontologia stessa del vino, ma questa è un'altra storia).

lunedì 5 luglio 2010

Alcune riflessioni sul 2008

Quando nel mese di marzo siamo andati in Borgogna le premesse per il 2008 non erano affatto buone. Le guide dicevano che l'annata, per tutta una serie di motivi, in quella zona non era stata molto positiva.

Le degustazioni sul posto invece hanno dimostrato il contrario; hanno per esempio messo in luce che i grandi produttori della Côte de Beaune non solo sono riusciti a mantenere ottimi livelli di qualità ma addirittura hanno, in alcuni casi, tirato fuori vere e proprie eccellenze.

Un po' meglio i bianchi rispetto ai rossi ma anche su questo ci sarebbe da discutere.

Le successive prove hanno poi confermato questa sensazione. Aprire un 2008 in questo periodo insomma (visto il caldo parliamo ovviamente di un bianco) rivela vere e proprie sorprese.

Ancora una volta dunque l'esperienza empirica vale più di qualsiasi studio teorico.