giovedì 30 settembre 2010

Cabernet Sauvignon 2008, Hofstatter

Quando conosco un persona dopo un po' mi capita sempre di associarla a un preciso vino o a un varietale. Penso che ciascuno di noi abbia delle peculiarità (caratteriali o comportamentali) che in qualche modo possono richiamare una specifica bottiglia.

Ho conosciuto qualcuno che mi ha sempre fatto pensare al Pinot Nero (rigorosamente e solo di Borgogna, gli altri semplicemente non esistono), vino esplosivo nella sua potenza ma impareggiabile in eleganza e finezza. Ancora oggi, quando lo bevo rimango stupito di come si possa controllare in modo così sapiente una tale eleganza. Insuperabile.

Un'altra persona mi fa pensare allo Chablis che a me piace chiamare "Champagne fermo" o Champagne senza bollicine, visto che proviene dal medesimo terreno calcareo ed argilloso che conferisce a quest'uva la freschezza e la complessità dello Champagne però senza le bollicine che ad alcuni danno pure fastidio. Sostanza senza fronzoli insomma. Materia pura.

Un caro amico invece mi fa venire in mente un bel Merlot, tosto, duro ma che deve ancora tanto maturare per tirare fuori il suo meglio.

Un altro mi ricorda un grande Aglianico, granitico, duro come la roccia ma allo stesso tempo elegante e resistente, l'unica uva in grado di tenere testa alla terribile filossera.

C'è poi chi mi ricorda il Cabernet Sauvignon: uva in grado di crescere ovunque, anche se non curata ma parte essenziale dei vini bordolesi che tanto piacciono. Un varietale di grande resistenza.

Ultimamente poi ho conosciuto una persona che mi ha ricordato un grande Corton Charlemagne, vino bianco di Borgogna fine, elegante ma sfuggente, che non si palesa a tutti nelle sue caratteristiche principali.

Voi direte, ma cosa c'entra questo con il vino di Hofstatter? Assolutamente nulla dico io ma mi andava di comunicarvi questo percorso mentale che ogni tanto faccio anche quando non sono presente a me stesso. Prendetelo per quello che è: un cioccolatino, come direbbe Woody Allen.

Veniamo a noi: ho provato questa bottiglia per darle un'altra possibilità. Risultato: non benissimo ma non male come pensavo. In bocca frutti di bosco, more e qualche richiamo di tabacco. Al naso l'alcol copre il frutto (difetto principale) ma poi si attenua con il passare dei minuti.

Dato positivo: poco legno e dunque poco tannino. Sulla lingua insomma non "raspa", non fornisce quella senzazione di "leccare una felpa al contrario" (cit.).

Certo, l'uva ha, almeno secondo me, i suoi limiti e questi si sentono tutti ma penso che con una bella carne rossa farebbe la sua porca figura.

E voi? Quali vini vi ricordano le persone che conoscete?


lunedì 20 settembre 2010

Un piccolo consiglio

Vi è mai capitato di bere una bottiglia o di provarla in un determinato ristorante e poi, una volta tornati a casa, non riuscire a trovare commenti affidabili in grado di dare un giudizio sul vino appena provato? A me tante volte almeno fino a quando non ho scoperto Cellar Tracker.
Stiamo parlando di un portale veramente incredibile sul quale sono presenti praticamente tutte le recensioni dei più grandi vini del pianeta. Una sorta di motore di ricerca etilico.
Non ci credete? Fate una prova, andate sul sito e scrivete il nome di un vino che avete provato di recente, ben presto vedrete apparire sullo schermo una serie di recensioni con tanto di annata, momento in cui quel vino è stato provato e soprattutto un giudizio specifico su quella determinata bottiglia. Giudizi scritti da persone assolutamente competenti e molto affidabili.
Allora che aspettate? Sotto con i nomi!

sabato 11 settembre 2010

Ravello Bianco 2006, Marisa Cuomo

Un produttore di grande qualità che ha le sue vigne in un posto meraviglioso, la Costiera Amalfitana, quella piccola porzione di terra a strapiombo sul mare che, a guardarla, lascia senza fiato. Le uve risentono positivamente di quel clima, di quelle correnti e di quel bellissimo sole.

60% falanghina e 40% biancolella per questo vino bianco che appena aperto era totalmente chiuso ma con il tempo ha rivelato tutte le sue potenzialità. Bellissimo frutto al naso, nocciola, vaniglia, con un finale di miele molto delicato.

In bocca è lungo è piacevole, con un'acidità molto ben bilanciata che lo rende fresco e di grande sostanza.


Stiamo parlando di un vino di base che comunque riesce a dimostrare l'indubbio valore di chi lo ha prodotto.

A me è piaciuto molto.