sabato 24 settembre 2011

Half a world away

Prima Gary Vaynerchuk che chiude la sua trasmissione quotidiana poi, dramma terribile per me, i REM che si sciolgono, giorni di grande tristezza insomma. Ho vissuto lo scioglimento dei REM quasi come una sconfitta personale. Un uomo saggio sa quando è il momento di lasciare la festa, così hanno detto. Secondo me quel momento non era ancora arrivato o forse più semplicemente io non volevo che arrivasse. Avrei voluto ascoltare ancora la loro misica, gustare nuovi brani; secondo me non avevano ancora esaurito la loro grande capacità di stupire. Il loro ultimo album, meraviglioso, lo dimostra chiaramente. In ogni caso è andata così.

Per ammorbidire la delusione ho provato il vino della signora Goisot. A distanza di anni abbiamo aperto l'aligoté 2006 per vedere quale evoluzione avesse subito il vino di questo geniale produttore. Che dire? Sublime. A distanza di anni una maturazione sorprendente per il suo vino di base ad un costo ridicolo. Fine, delicato, bilanciato, con un'acidità che lo ha reso incredibilmente leggero e godibile.
La cosa che mi sorprende sempre con la Signora Goisot è il rapporto qualità\prezzo. Bevendo il suo prodotto di base si ha sempre l'impressione di provare un vino superiore con un grandissimo margine di miglioramento.

Perfetto con formaggi francesi a pasta dura. Vino clamorosamente buono.

REM, Endgame.

P.S.
So per certo che su queste pagine ben presto ci sarà un nuovo lettore che si aggiunge alla folta lista di chi segue questo blog. Saremo dunque 3 ora, compreso ovviamente chi scrive.

venerdì 16 settembre 2011

A Malinconia

"La situazione è più grave di un basso tuba". cit.

Tempi difficili per essere italiano. Non passa giorno senza che un rapresentante di uno degli Stati Membri non ti chieda come possa succedere quello che sta succedendo e soprattutto senza che ti tratti a metà tra un minus habens ed un povero incivile.

Meglio bere per dimenticare: sono andato alla scoperta di un produttore della Mosella, Klaus Lotz. Sul suo sito potete leggere la storia di questa famiglia, il modo in cui producono il loro vino e addittura potete avere la fortuna di vedere una foto che li ritrae in una posa plastica in tenuta semplicemente commovente quanto a scelta di vestiti e colori degli stessi. Per gli amanti del genere sono disponibili anche camere molto pomicione dove poter trascorrere la notte.

I loro vini sono incredibilmente buoni e soprattutto ad un prezzo ridicolo. Ho provato il loro prodotto di base (hanno una vasta gamma tra la quale scegliere), peraltro 2010, dunque appena uscito dall'ultimo raccolto: incredibile. Sebbene giovanissimo già complesso. Molto dolce ma non potrebbe essere diversamente vista la giovane età ed il tipo di uva. Aromatico e con un'acidità incredibilmente complessa. Stiamo parlando di un vino appena nato che con gli anni non potrà che migliorare e sempre di più. Il sapore dolce svanirà a favore di sentori e sapori che andranno sempre di più verso una maggiore delicatezza e raffinatezza.

Anche di questi tempi una buona bottiglia di vino può salvarti dalla depressione di non sentirsi rappresentati.

Come ti sei ridotta in questo Stato?
Dimmi, chi ti ha ridotto in questo Stato?

domenica 11 settembre 2011

Anything goes

Ci sono delle cose che nella vita devi sapere. Impari a conoscerle con il tempo, con l'esperienza.
Ad esempio, mai gareggiare con un irlandese in fatto di birra. Poi impari che se Gary Vaynerchuk chiude definitivamente la sua trasmissione dopo averti accompagnato per più di tre anni nel mondo del vino ti dispiace, non poco perché è come se con lei finisse anche un periodo della tua vita.
Ancora, scopri che le bollicine della Loira sono superiori alle nostre (in parte questo già si sapeva però).
Ho (ri)provato lo spumante di Huet, Vouvray Pétillant 2002 e mi è davvero piaciuto.
Stiamo parlando di un vino che costa poco ed è senza troppe pretese; invece ti sorprende, forse proprio perché non ti aspetti nulla di particolarmente esaltante. Ottimo con dei fritti (sempre l'abbinamento migliore), ha un bellissimo colore giallo chiaro, le bollicine sono vivaci, in continua evoluzione. Il naso è tutto sommato complesso, allo stesso modo l'acidità e la mineralità. Non è aggressivo sulla lingua e resta parecchio in bocca.

L'avevo già bevuto un anno fa e mi sono accorto che il tempo lo ha reso migliore. Volete fare colpo (peraltro è noto che le donne per le bollicine hanno un debole) e stupire chi sta mangiando con voi? Comprate questo vino e magari poi scrivetemi per dirmi cosa ne pensate.

Sarebbe interessante fare una degustazione alla cieca con uno spumante italiano, chi mi fa compagnia?

Cole Porter, Anything goes.

domenica 4 settembre 2011

Ancora altri quattro

Non c'è due senza tre, dicono, ma io direi non c'è tre senza quattro e quattro senza cinque e così via.
Degustazione comparativa con esisti a tratti inaspettati.

Vini provati in una bella serata, fresca e senza nuvole (incredibile dictu):

1) Falanghina 2008, Mastroberardino. Non mi è piaciuto, nemmeno un po'. Molle, debole sia al naso che in bocca. Qualche impercettibile sentore di banana ed ananas ma nulla di più.

2) Chateau du Hureau, Lisagathe Saumur-Champigny, 2006. Rosso della Loira veramente buono. Appena aperto autentica bomba di amarena. Era impressionante sentire sapori ed odori così marcati. Purtroppo con il tempo l'alcol ha preso il sopravvento coprendo completamente il frutto. Il tannino era ancora piuttosto marcato data la giovane età della bottiglia.

3) Macon Pierreclos Jus De Chavigne 2006, Guffens-Heynen. In assoluto il miglior vino della serata. Ancora giovanissimo (per un vino così almeno altri 10 anni) ma già incredibilente complesso. Al naso spremuta di pietre (non prendete in giro, grazie) e mineralità stupenda. In bocca acidità magistrale ma purtroppo ancora davvero completamente chiuso.

4) Chassagne Montrachet, Le perclos 2007, Langoureau. Troppo giovane per poter esprimere un giudizio ma si sentiva distintamente il tocco inconfondibile del Signor Langoureau. Uso del legno sapiente e bilanciato. Sentore di vaniglia classico di questo produttore. Anche qui, molto da aspettare.

Alla fine della serata mentre zigzagavo per tornare a casa, senza peraltro sapere bene dove questa fosse (per la serie, tracce di sangue nell'alcol), riflettevo sulle prove appena fatte: una bella scoperta e le solite meravigliose conferme che però fanno sempre molto piacere. Il Signor Guffens è un genio assoluto, matto ma geniale.

Cassius, Toop Toop.